feb 21 2010

Il nucleare conviene?

Tag: Notizie, Politica, Scienze, Siti Daniele @ 5:14
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Riascoltavo online la registrazione di una trasmissione italiana dove il politico di turno sosteneva che la nostra bolletta Enel è costosa perché in Italia non abbiamo voluto il nucleare.

A parte il fatto che recentemente la comunità europea ha avviato una procedura di infrazione riguardo ad alcune voci della nostra bolletta energetica, sarebbe meglio confrontare il più obiettivamente possibile i costi delle varie energie.

costinucleare

Nel frattempo rispondete a questo breve quiz proposto da Greenpeace in vista delle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo ed eventualmente aderite alla loro raccolta di firme.



Nuclear Lifestyle


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feb 01 2010

World Fact Book, una miniera di informazioni geografiche

Tag: Geografia, Politica, Scienze, Siti, scuola Daniele @ 5:12
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cia

Quando si nomina la CIA vengono subito in mente film di spionaggio e controspionaggio.

Ma il sito delle CIA offre anche un interessante rassegna di dati statistici relativi a tutte la Nazioni del mondo, il World Fact Book.

In particolare consigliamo la pagina dei confronti (Country comparisons) che permette di visualizzare a colpo d’occhio le caratteristiche economiche, demografiche e geografiche di oltre 200 Paesi.

World Factbook è un riferimento prezioso in quanto viene aggiornato costantemente – in media, ogni due settimane.

Un’ottima risorsa per i nostri studenti e non solo.

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gen 25 2010

Non vogliamo una scuola senza geografia, firmate l’appello

Tag: Geografia, Notizie, Politica, scuola Daniele @ 5:54
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geoscuola4

In questi giorni i geografi, per professione o anche per diletto e per passione, si stanno mobilitando per manifestare dissenso nei confronti del progetto di forte riduzione dell’insegnamento della geografia tra gli insegnamenti scolastici.

Ma perché questa battaglia? «Perché meno geografia rende tutti più poveri», risponde Gino De Vecchis, docente, geografo e presidente dell’Aigg. «La formazione di un cittadino – aggiunge – passa anche dalla geografia, ossia la scienza dell’umanizzazione del pianeta terra e dei processi attivati dalle collettività nelle loro relazioni con la natura e nel corso della storia». Con la riforma Gelmini, invece, spiega De Vecchis «si penalizza una materia già tanto mortificata negli anni, privando gli studenti di conoscenze indispensabili, relativi ai grandi problemi mondiali, come quelli ambientali, socio-economici, geopolitici e culturali, legati alla globalizzazione. Con la riforma, infatti, l‘insegnamento della geografia scomparirebbe in tutti gli istituti professionali e in quasi tutti i tecnici, con un’incomprensibile eliminazione per esempio nell’indirizzo “logistica e trasporti”. Drastica, inoltre la riduzione nei licei, dove già si fanno solo due ore settimanali e solo nel primo biennio».

Firmate l’appello

Leggete:

La gelmini taglia la geografia dai tecnici e professionali

Se dalla scuola (per legge) scompare la geografia – Repubblica.it

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dic 23 2009

Il cambio climatico e le inondazioni costiere

Tag: Geografia, Notizie, Politica, Scienze, Siti, Video Daniele @ 5:39
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Mentre aspettiamo di comprendere meglio i risultati della Conferenza sul Cambio Climatico, appena conclusa a Copenaghen, proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se si verificassero le più pessimistiche previsioni.

globalw

Esistono molti studi accademici sulle conseguenze del cambio climatico in atto, le prove scientifiche sono schiaccianti ed inconfutabili.

Se l’emissione di gas serra continua ai ritmi attuali saranno inevitabili le rotture di vaste aree della Groenlandia e dell’Antartide con un innalzamento del livello degli oceani fino a 3 metri(1).

Se vogliamo visualizzare le conseguenze di questo innalzamento possiamo visitare questo sito: Global Flood Map ed inserire ad esempio il valore di 40 pollici, corrispondente a circa un metro.

Osservate quali aree e quanta popolazione verrebbe sommersa.

flood

Consigliamo inoltre questo video, tratto dal sito della Conferenza, che illustra a grandi linee il problema del riscaldamento globale, è in inglese con i sottotitoli in italiano.

 

(1) The impact of sea level rise on developing countries: a comparative analysis

Global Flood Map | World Wide Map of Potential Flooding

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nov 19 2009

Barcellona WiFi, internet per tutti

Tag: Barcellona, Notizie, Politica Daniele @ 21:51
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Oggi passeggiavamo per il parco della Cittadella, qui a Barcellona.

Abbiamo notato un nuovo segnale azzurro che presto si diffonderà per tutta la città.

wifi1

wifi2

Barcellona WiFi è un servizio offerto dal Comune di Barcellona per la connessione a internet attraverso punti di accesso WiFi trova all’interno di diverse strutture comunali.

Barcellona WiFi è definito come un servizio che permette agli utenti di navigare in Internet semplicemente, a tal fine, l’accesso ai contenuti è attivata solo attraverso un web browser come Mozilla Firefox, Microsoft Internet Explorer, ecc. Questo servizio facilita anche l’accesso del pubblico alle informazioni e le transazioni elettroniche del Consiglio Comunale.

wifimap

Servizio Wi-Fi con il Barcellona Comune di Barcellona mira a promuovere l’accesso ad internet da parte dei cittadini e di agevolare l’integrazione della tecnologia nella vita quotidiana dei cittadini.

Barcellona per accesso Wi-Fi da tutte le sedi comunali del servizio a disposizione, l’unico requisito è quello di avere un dispositivo (o un laptop, PDA, cellulare …) con Wi-Fi. Si può guardare più in dettaglio i requisiti tecnici nel manuale di servizio.

L’Accesso Internet è diffuso in molti luoghi (parchi, mercati, centri sportivi, ecc), la navigazione è limitata nel tempo (60 minuti al giorno) e la velocità (circa 200 kbps velocità di download). Con l’accesso al servizio da questi luoghi si informano gli utenti della limitazione del tempo di connessione. Questo tempo può essere usato in vari collegamenti per tutto il giorno.

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nov 13 2009

Il nuovo liceo scientifico

Tag: Matematica, Notizie, Politica, Scienze, scuola Daniele @ 20:30
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math

La riforma della scuola secondaria superiore procede a tappe forzate per poter entrare in vigore nell’anno scolastico 2009 – 2010. Ma si tratta di una vera riforma?

Un gruppo di docenti del liceo scientifico “U. Dini” di Pisa, che a partire dagli anni ‘70 ha messo in atto un processo di rinnovamento e sperimentazione che gli ha consentito di “indossare” a buon diritto l’aggettivo che lo qualifica: una sperimentazione di Scienze, l’introduzione del Piano Nazionale Informatica per la Matematica prima e poi per la Fisica hanno costruito un quadro orario che ha tentato di rimediare al forte squilibrio esistente nella scuola gentiliana fra sapere umanistico e sapere scientifico, in modo da poter fornire agli studenti una preparazione completa e più rispondente alle richieste della società attuale, fortemente permeata di cultura scientifica.
Tutto ciò è avvenuto senza rinunciare alla caratteristica di licealità, cioè senza trasformare l’impianto culturale della scuola curvandolo verso obiettivi ed interessi più applicativi, ma prefigurando invece una tipologia di studente in uscita pronto a proseguire gli studi nell’Università sia in ambito scientifico che umanistico.
La “riforma” che ci attende è destinata a distruggere tutto questo: delle diciassette ore settimanali che il nostro liceo vedrà sparire nel quinquennio ben dodici saranno di materie scientifiche (il quadro orario del biennio passerà da 32 ore settimanali a 27, quello del triennio da 32/33 a 30). Sparirà dal biennio del liceo l’insegnamento della Fisica che il PNI prevedeva, si perderà un’ora di Matematica in ciascuna classe del triennio, e subiranno tagli anche le Scienze (tre ore settimanali nell’arco del quinquennio). Si tornerà al grigiore di un liceo scientifico simile a quello gentiliano, con la differenza che quello fu istituito nel 1923, quando forse non era così palese, come invece è oggi, il bisogno di cultura scientifica per il nostro Paese.
Nessuno potrebbe affermare che oggi si possa fare a meno di una crescita rapida e diffusa della conoscenza scientifica, non solo per i valori di spirito critico, libertà di opinione, rispetto della razionalità che essa porta con sé, ma anche per le ricadute in termini di benessere, possibilità economiche, dignità a livello internazionale che da essa derivano. Questa opinione comune non trova corrispondenza in alcuna delle scuole che la proposta di riforma ci mette davanti.
Noi riteniamo infatti che in Italia mancherà una scuola scientifica pubblica di buon livello, si chiuderanno definitivamente e senza averle sottoposte a vaglio critico tutte le sperimentazioni, quelle inutili, ma anche quelle utili e necessarie, quali erano ad esempio i PNI. Gli esiti possibili sono due: un Paese che diminuisce la sua preparazione scientifica media, già inferiore a quella di molti altri paesi, oppure un Paese che fa passare la sua preparazione scientifica attraverso scuole di eccellenza, ma non pubbliche.
Nessuna di queste due alternative ci piace. Chiediamo a chi ha il potere di decidere le sorti della scuola di riflettere sul passo che si sta per compiere e di pensare a ipotesi diverse.

Fonte: Il Messaggero

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