feb 27 2009

I perché di una disfatta, riflessioni sul voto in Sardegna

Tag: Politica Daniele @ 22:01
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A T T E N Z I O N E ! Questo post è stato scritto in febbraio 2009, da allora sono trascorsi 13 mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Un nostro caro amico ci ha inviato alcune considerazioni sulla recente svolta dell’elettorato sardo.

Cos’è cambiato in soli cinque anni tanto da convincere gli isolani a voltare le spalle a Soru e alla sinistra?

roccia

Il recente voto in Sardegna ha reso evidente la disfatta nazionale di un partito, il PD, e ha seccamente bocciato un possibile astro nascente: Renato Soru.

Sono sardo; ho votato Soru, dunque sono tra gli sconfitti. Ma alcune analisi del voto sardo fatte “da sinistra” o da fuori Sardegna mi paiono superficiali, facilone, persino irritanti. Inaccettabili quelle tendenti a bollare come stupidi, ignoranti, incompetenti, ridicoli etc. quanti hanno votato per l’altra parte. I sardi nel 2004 diedero oltre il 51% a Soru, decretandone il trionfo. Nel 2009 hanno decretato il trionfo dell’avversario di centrodestra. Possibile che in cinque anni la Sardegna sia passata da un grado di alta intelligenza a uno di così evidente “stupidaggine”? Partirei da questa prima riflessione, per cercare di indurre a toni più bassi la sicumera di chi, invece di riflettere, si erge a giudice e tende a ridicolizzare l’avversario. Farò un esempio: la lettera aperta del giornalista Claudio Messora, molto popolare tra gli elettori pro-Soru durante la campagna elettorale. Messora ridicolizzava Gianni Chiodi, già candidato PDL in Abruzzo e ora presidente di quella regione, e allo stesso modo tentava di ridicolizzare il candidato sardo Cappellacci che – guarda caso – ha vinto anch’egli (e in modo nettissimo). La sinistra, se non smette questo tono burbanzoso e di sprezzante sufficienza, continuerà a consolarsi delle sconfitte con le tonnellate di barzellette su Berlusconi che intasano la rete e … continuerà a prendere legnate nelle elezioni.

Analizziamo qualche aspetto, iniziando dalla novità-Soru da raffrontare all’attività di governo dello stesso Soru.

La candidatura di “Mister Tiscali” nel 2004 si impone soprattutto per il pauroso vuoto di rinnovamento quadri nel centrosinistra. Candidatura “nuova”, si contrapponeva al solito armamentario di figure note da oltre vent’anni, opposta ai soliti schemi e organigrammi; l’attenzione e il consenso popolari erano talmente vasti da farla accettare anche ad aree piuttosto ampie di scetticismo (in particolare, tra i DS).

L’attività di governo ha risposto alle attese? Soru ha avuto dei meriti che non vanno nascosti. Ma ha anche suscitato perplessità, dubbi, sensazioni di alto rischio che il non sardo, forse guidato solo da schemi stereotipi dei media, non riesce a percepire. L’immagine di Soru, fuori dall’isola, deriva dalle comparse e interviste alla RAI, a La7, sul Corriere della sera, su Repubblica etc. Bastano?

I primi atti di Soru furono molto popolari tra i sardi, a cominciare dall’estrema chiarezza del discorso inaugurale in Consiglio regionale. In Sardegna, salvo rare eccezioni, il Consiglio si è spesso caratterizzato come “la palude”, il ventre molle che cerca fondamentalmente di autotutelarsi. Soru fu chiaro: NO alla politica “dietro le quinte”, fatta di mezzucci e di scambi sottobanco e ammonì il Consiglio: o si va avanti spediti o si va tutti a casa, dal presidente della regione all’ultimo consigliere.

Governare significa scegliere, con conseguenti plauso o ostilità. Anche le scelte di “buona amministrazione” possono suscitare opposizione netta; specie se si toccano interessi (magari anche meschini). Così avvenne per la formazione professionale, settore allargato in maniera abnorme e clientelare dal precedente centro-destra; ma ridurre e razionalizzare portò a decisioni “impopolari”: montò la protesta di chi (magari assunto clientelarmente) parlava di attacco all’occupazione. Altre decisioni vennero accolte con maggior favore: la limitazione degli sprechi nell’amministrazione, la drastica riduzione delle “auto blu”; il taglio ai costi per prebende delle tante cariche più o meno inutili, con riduzione delle Comunità montane, dimezzamento del numero di consorzi industriali (ben 16, in una regione così bassamente industrializzata!), soppressione di enti inutili. E meritorio è stato anche l’impegno sulle servitù militari, con confronti (e scontri) col governo nazionale, onde ridurne il peso eccessivo che tradizionalmente grava sulla Sardegna. Nel campo della formazione postuniversitaria, il progetto master & back, dava ai giovani sardi (pur con qualche disfunzione) l’accesso a formazione qualificata fuori dall’isola e ne incoraggiava il ritorno. Né vanno dimenticati dei risultati nel settore industriale, come la riconversione della cartiera di Arbatax o l’avvio del “progetto GALSI” (gasdotto che, dall’Algeria, arriverà nella penisola, attraversando la Sardegna, ove porterà finalmente una risorsa da cui sinora l’isola è stata esclusa). Sono solo alcuni dei meriti della giunta Soru. (… segue, clicca sotto per leggere l’articolo completo)

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feb 25 2009

Riflessioni sulla disfatta della sinistra

Tag: Politica Daniele @ 18:20
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gira

 

Ho invitato alcuni amici a buttare giù qualche considerazione sull’attuale situazione della sinistra italiana.

Ecco quello che ci ha inviato Matteo:

Caro Daniele,
ecco alcune riflessioni sulla disfatta della sinistra, un po’ buttate lì; ci sono fattori per così dire ragioni locali nazionali e globali; anche se la sconfitta in Sardegna è “mitigata” dal fatto che sono stati determinanti mi pare i voti dell’ UDC, la cosa triste è che  tutte le aree industriali e operaie sarde hanno invertito il voto dandolo ai berluscones.Se pensiamo che Casini è nei sogni di Rutelli, immaginiamoci che accozzaglia di tipi sono intruppati nella compagnia PD (con questo voglio dire che tanti piddini sono “mentalmente” nel pdl secondo me). Tutti si affannano a occupare il centro, Veltroni in testa col risultato che ora appaiono proprio loro che vengono dal PCI come dei pugili suonati ed è una pena sentirli nelle varie vetrine berlutelevisive a testimonianza che si persevera nel fare le stesse scemenze. I motivi locali e nazionali della sconfitta sono secondo me nell’ efficacia delle abili trovate populiste che la destra è naturale maestra nell’inventarsi e la cosa funziona tanto più quanto più è assente l’opposizione e in un contesto di crisi economica internazionale. Non si è speso personalmente il capo con eccezionale amplificazione sulle sue quasi 6 emittenti televisive con la solita tecnica collaudata di piazzista nel farsi garante della soluzione dei problemi industriali della Sardegna?…come a suggerire..non disperate gente  ci sarà sempre una costa da cementificare ed è tutto lavoro che si crea…cosa vi ha dato  la sinistra? solo parole ecc.
L’ unica cosa che è riuscita al cosiddetto PD è il contributo determinante per una buona metà alla scomparsa della sinistra dal Parlamento, esito favorito per l’ altra metà dalla stessa sinistra; per il resto marasma: qualcuno ha capito qual’ era e qual’ è il programma del Pd? Nessuno l’ha capito perché in realtà non esiste un programma chiaro e alternativo del Pd ma esiste una goffa imitazione intrisa di buone intenzioni (per non urtare nessuno) del programma del Pel e per di più non supportato dal megafono mediatico incautamente mollato ai berluscones.
Per semplificare, cosa immagina Veltroni nel suo dream mettendo insieme l’imprenditore e l’operaio della Thissen? Caro popolo vedrai che bello! Senza i fascisti e i comunisti come tutto cambierà in meglio e potremo governare alternandoci una volta il centro della destra che farà riforme un po’ sbilanciate a destra ma anche a sinistra e una volta il centro della sinistra che farà ecc.
Per uscire però da quello che potresti considerare chiacchiere da bar, la mia personale posizione è questa:
Premesso che
1-La sinistra è stata tradita sulla scia delle vulgate o nuove ideologie che parlano della fine della classe operaia e del capitalismo come unico blocco dispensatore di libertà e democrazia attraverso la funzione modulatrice del mercato
2-La sinistra ha rinunciato alla elaborazione del lutto, per così dire; ha interrotto dolorosamente ogni analisi teorica, premessa irrinunciabile per una vera cultura politica. A parte pochi studiosi soprattutto stranieri o italiani che lavorano all’ estero (come Giovanni Arrighi ad es.) la crisi della sinistra è anche la crisi delle organizzazioni dei lavoratori e delle ricerche e studi sul lavoro e sulle classi operaie. Ma non c’è bisogno di essere specialisti ma solo avere buon senso per capire  che la concezione a cui accennavo sopra è semplicemente falsa; non puoi separare i poli di una calamita così come non puoi sterilizzare il capitalismo denaturandolo del suo antagonista che è il lavoratore; solo che il baricentro di questo conflitto si sta spostando a est (vedi Cina e Corea)
3-La sinistra è stata azzerata dalla crisi delle democrazie parlamentari alimentata dalla estrema violenza del capitalismo, che ha ridotto gli stati a manager al servizio della linea tracciata dagli organismi economico-finanziari emanazione del potere delle poche multinazionali interagenti nel mondo. Paradossalmente al primo posto per la efferata violenza capitalistica è, secondo me, proprio la Cina
4-La sinistra si trasforma in caricatura di se stessa quando chi dovrebbe rappresentarli non denuncia, sotto una qualsiasi forma, come in questa fase i lavoratori sono mercificati, violentemente azzerati nel tendenziale annullamento di ogni suo diritto]
trovo inutile per chi crede che si possa arrivare ad un mondo almeno un po’ più giusto ed equo la trovata di Veltroni.
Ma se fossi stato un sinistro conquistato all’ appello veltroniano di costruzione del partito di governo alternativo al berlusca; farei ugualmente queste critiche concrete. Tieni presente che, secondo me, né Veltroni né berlusca si aspettavano di diventare protagonisti nelle proporzioni odierne di un fallimento tanto disastroso e di un successo via via sempre più travolgente.
L’aggravante è che uno ha fatto un sacco di errori e l’ altro nessuno. Gli errori veltroniani sono
-la politica del “ma anche” è debole e inconsistente e senz’ altro inadatta a scuotere l’ elettorato pigro e orientato al voto clientelare soprattutto quello meridionale e ad attrarre la fiducia del vaticano che ha finito per scegliere berlusca
-la politica del “basta antiberlusconismo” avrebbe avuto forse qualche senso con un governo di centrodestra azzoppato come il precedente di prodi, ma con i numeri porcelli ottenuti in parlamento dallo schieramento di destra, anche un bambino avrebbe capito che il centrodestra avrebbe dispiegato il suo volto populista (gli estimatori lo chiamano decisionismo) più cinico e bieco facendo strame delle garanzie democratiche e costituzionali
-lo stile blando e pacato di obiettare alle azioni di governo ha ulteriormente peggiorato la confusione, mentre un sano ostruzionismo/sabotaggio di molte carognate avrebbe contribuito a fare quella chiarezza che, concediamolo, non si era avuto tempo di fare prima delle elezioni; come pure a livello delle amministrazioni locali si poteva imboccare la strada della disobbedienza alla finta austerità del governo centrale che impone alla periferia tagli indiscriminati, salvo poi concedere a piene mani a Roma Palermo e alle scuole private cattoliche
-per fare da contrappeso al controllo mediatico-ideologico di Mediaset, non è stata mai preso in considerazione, almeno quando il centrosinistra era al governo, la possibilità di prendere il controllo delle tre reti Rai e usarle come cassa di risonanza del programma di governo (perché scimmiottare la destra solo nella caccia ai lavavetri?), procedendo quindi subito a cacciare tutti i finti direttori di Tg peones di berlusca e sostituire il più grande maggiordomo di berlusca dopo Fede e cioè vespa con un antivespa ecc…….
Mi fermo qui, Daniele
non ho riletto niente…perché mi è arrivato l’elettricista per dei lavori..
ci risentiamo
Matteo

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feb 15 2009

Italia? Sempre più a fondo

Tag: Notizie, Politica Daniele @ 18:02
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Ogni tanto è meglio leggere quanto dicono di noi all’estero.

Un sito, animato da volonterosi italiani che hanno abbandonato la propria Patria, traduce puntualmente molti articoli che parlano di noi.

Ecco cosa ha recentemente pubblicato il Süddeutsche Zeitung, uno dei principali giornali tedeschi.

Vi prego di leggere fino in fondo, capirete meglio cosa pensano di noi i nostri vicini bavaresi.

stivale

La situazione della nazione è disastrosa, la politica è corrotta, l’economia è agli sgoccioli. E l’unico che avrebbe il potere di fare qualcosa al riguardo è il capo del governo. Ma a lui interessa solo la sua ricchezza. Italia, che cosa sei diventata?

Alcuni politici sono segnati per tutta la loro vita per un’unica stupida battuta. Con Silvio Berlusconi e’ invece difficile anche tenersi a mente i suoi più recenti deragliamenti linguistici. A proposito del centro di prima accoglienza per profughi sull’isola di Lampedusa e sulle indegne condizioni di vita in esso, ha detto recentemente che “non e’ un campo di concentramento” e che gli immigrati presenti “possono sempre andarsi a bere una birra”. In materia di stupro, ha detto che in linea di principio non e’ possibile evitarli in Italia “perché le nostre donne sono troppo belle”. E dopo le elezioni presidenziali americane, definì Barack Obama “abbronzato”.

Queste sono le parole di un magnate dell’industria abituato ad essere circondato da subalterni e lecchini che automaticamente ridono per ogni stupido scherzo. Un uomo che ha un tale potere da non far più distinzione tra comportamento pubblico e privato, che si comporta in tutto il mondo come se fosse a casa sua dove anche una barzelletta priva di tatto causerebbe
sicuramente delle risate. E Berlusconi è anche abituato al poco critico panorama mediale italiano che lo sorprende quando la stampa internazionale non gli riserva lo stesso approccio di sottomissione.

Si tratta di uno dei più strani e insoliti fenomeni politici dei nostri giorni: da 14 anni, l’Italia è stata quasi ininterrottamente governata da un capriccioso miliardario con 17 procedimenti penali sulle spalle e che nonostante cio’ ha ancora il supporto di una grande maggioranza degli italiani. Berlusconi all’estero può apparire come un pagliaccio, tuttavia la sua popolarità nel suo paese e’ superata solo dal suo narcisismo.

Pertanto, Berlusconi ha potuto vincere svariate elezioni sin dalla sua prima apparizione sulla scena politica nel 1993, nonostante nello stesso periodo l’Italia sia stata protagonista di un drammatico declino: Da una delle più grandi storie di successo europeo è diventata una delle economie più deboli nel continente.

Il fatto che l’Italia non solo accetti Berlusconi e le sue sciocchezze, ma le condivida pure, è un sintomo di un paese in profonda crisi con una travagliata economia stagnante. Un paese paralizzato e profondamente frustrato, nelle mani di pochi gruppi di interesse, e in una situazione per cui non e’ né in grado né disposto a cambiare qualcosa. Un paese dove la popolazione e’ fondamentalmente disgustata dalla classe politica e per questo vota un uomo che per lo meno non nasconde di voler fare innanzitutto i propri interessi.

Nel 2006 Berlusconi era ancora visto anche in Italia come il problema più grande dell’Italia. I suoi innumerevoli affari e il conflitto di interessi come uomo più ricco d’Italia, primo grande proprietario di un impero mediatico, famoso indagato contemporaneamente Primo Ministro, hanno ridotto il paese allo stallo e causato una crescita economica quasi pari a zero.

Molti elettori pensavano che, una volta liberatisi di Berlusconi, il paese si sarebbe di nuovo ripreso. Ma il governo di Romano Prodi, supportato da una fragile coalizione di nove partiti con una piccola maggioranza di un solo voto al Senato italiano, non ha saputo fare molto meglio. Quando ha cercato di introdurre alcune riforme del mercato, gli stessi comunisti al governo si opposero. Per quanto riguarda altre proposte di legge, come ad esempio il riconoscimento delle unioni omosessuali, l’ammutinamento venne da un’altra parte della coalizione: dal gruppo dei cattolici nel governo.

Una delle poche leggi che passarono fu un’amnistia generale per i criminali per la quale Berlusconi insistette molto e che fu articolata in modo da salvare il suo avvocato Cesare Previti da una pena detentiva per corruzione di un giudice. Un po’ più tardi la popolazione italiana si adiro’ per i 26.000 criminali rilasciati, molti dei quali tornarono rapidamente a compiere furti, stupri e omicidi. Ma tra questi c’erano anche una folla di criminali per reati economici, tra cui Previti, che poterono cosi’ ritornare ai loro domicili e godersi le comodita’ illegalmente acquisite.

Sotto Prodi, l’economia ha proseguito la sua discesa e nel 2006 e nel 2007 sono da segnalare altri due anni di crescita zero. Nello stesso periodo, vanno accumulandosi mucchi di spazzatura e rifiuti tossici a Napoli e dintorni. E nonostante questi problemi i partiti della coalizione di centro-sinistra continuarono a litigare in pubblico. Gli elettori non hanno quindi riscontrato praticamente alcuna differenza tra destra e sinistra e hanno cominciato a considerare la politica nella sua interezza come una casta che si occupa soprattutto della sua auto-conservazione e si distribuisce privilegi straordinari e eccessive prebende.

E Berlusconi era uno di loro, agli elettori cio’ ando’ bene e non diedero molta importanza ad un altro scandalo di Berlusconi alla vigilia delle elezioni del 2008: verso la fine del 2007, Berlusconi fu accusato dal procuratore della Repubblica di Napoli di aver corrotto Agostino Saccà, un funzionario a capo del dipartimento del cinema della Rai.

Nelle registrazioni delle intercettazioni, che la rivista “L’Espresso” ha messo in Internet, si può ascoltare come Berlusconi cerchi di convertire l’emittente televisiva statale in una sorta di “divano di casa”. Infatti chiese a Saccà di trovare dei ruoli per alcune giovani attrici, che Berlusconi nelle intercettazioni chiama “le fanciulle mie”. In alcuni casi, questo servirebbe solo per “rallegrare il capo” (cioè Berlusconi). In un caso specifico, Berlusconi ha detto a Saccà di aver bisogno di un ruolo per un’attrice che ha una relazione con un senatore del governo Prodi. Berlusconi voleva, come ha ribadito lui stesso, dare a quel senatore delle motivazioni per passare di campo e causare la caduta del governo Prodi.

Ma mentre l’opinione pubblica italiana registrava quasi apaticamente i gravi reati attribuiti a Berlusconi per questo caso, quali la corruzione di funzionari pubblici ai fini della caduta di un governo, improvvisamente scoppio’ un grande interesse in merito ad un possibile scandalo sessuale. Questo fu dovuto alle voci circolanti a riguardo di altre registrazioni riguardanti Berlusconi e tre donne eccezionalmente attraenti del suo gabinetto.

A seconda del campo politico le voci erano diverse. Gli oppositori di Berlusconi favorivano l’immagine di una cariatide settantenne con un debole per le pompette da pene e per il Viagra. I suoi sostenitori lo festeggiavano invece come un instancabile Don Giovanni che si trova in grado di soddisfare due o tre donne allo stesso tempo.

In queste voci circolava anche il nome del Ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna, una trentatreenne ex candidata per l’elezione di Miss Italia che ha fatto carriera in qualità di co-presentatrice nel gruppo di Berlusconi e che per un lungo periodo era visibile soprattutto in mini gonne mozzafiato e camicie scollate. Durante una grande riunione di protesta a Roma nel mese di luglio, l’artista comica Sabina Guzzanti ha fatto notare in relazione a Mara Carfagna che: “Non si può nominare un Ministro per le Pari Opportunita’ solo perché ha succhiato l’uccello di qualcuno!”. La Carfagna ha negato qualsiasi relazione personale con Berlusconi e ha denunciato la Guzzati per calunnia.

Con la visione delle cose semi-monarchica del primo ministro non stupisce che nel 2006 sia entrata in vigore una nuova legge elettorale che affida ai capi dei partiti una discrezionalita’ di scelta dei candidati pressoche’ illimitata. In precedenza, l’elettore poteva ancora scegliere i singoli candidati, con il nuovo sistema gli elettori possono votare solo per una parte politica e i leader dei partiti fanno le liste elettorali. Di conseguenza, Berlusconi puo’ portare in Parlamento chi vuole, sia amici personali, dipendenti o qualcuno che sia anche solo di bell’aspetto. Cosi’ Berlusconi ha portato sia in Parlamento che nel suo gabinetto tutta una serie di vallette e attricette diventate famose nel suo impero televisivo. Ed è anche orgoglioso di questo: “Sono come una buona fatina: erano topine e io le ho trasformate in parlamentari”.

Il vero scopo dell’occupazione del Parlamento da parte di Berlusconi è che Berlusconi sta cercando solo di ridurre il ruolo del Parlamento italiano ad una funzione cerimoniale. Recentemente, ha chiesto che solo i presidenti delle rispettive parti dovrebbero fare lo sforzo di votare nel Parlamento. In questo modo, il valore politico degli altri 500 membri parlamentari sarebbe solo da interpretare come un rituale. “Ci stiamo muovendo verso una sorta di modello sudamericano della democrazia”, spiega Bruno Tabacci, un ex democristiano.

Come questo poi potrebbe sembrare si sta già intravedendo. All’inizio della legislatura del 2008 un fotografo e’ riuscito a fotografare con un teleobiettivo un pezzo di carta scritto da Berlusconi con delle note destinate a due belle, giovani, donne parlamentari, Gabriella Giammanco e Nunzia de Girolamo: “Gabri, Nunzia, siete una grande coppia! Grazie di rimanere in Parlamanto, ma non è necessario. Se avete un invito per un pranzo romantico, sarò lieto di darvi il permesso per andarvene! Baci ad entrambe! Il ‘vostro’ Presidente”. Il fotografo riusci’ anche a catturare con la sua macchina fotografica la risposta: “Caro Presidente, gli inviti romantici li accettiamo solo da lei..”.

Il fatto che cio’ non provochi reazioni negative nell’opinione pubblica italiana, la dice lunga circa l’interpretazione della politica degli italiani in relazione al potere mediatico di Berlusconi, ma anche a riguardo della frammentata e quasi scomparsa opposizione di centro-sinistra con la quale ha a che fare Berlusconi. Anche a causa della mancanza di alternative la maggioranza del popolo italiano consente a Berlusconi il potere che ha perche’ visto come uomo forte e deciso. E Berlusconi sfrutta questo che a sua volta promuove la sua immagine di uomo del fare: Così, nel 2008 Berlusconi ha abolito l’ICI ovvero la tassa sulla proprietà della prima casa. E nonostante queste mancate entrate dovranno essere coperte da altre tasse, l’abolizione dell’ICI e’ stata molto popolare. Con il rapido intervento dell’esercito ha anche eliminato la spazzatura dalle strade di Napoli e alla conclusione di questa operazione ha affermato di aver riportato la città nel mondo occidentale in soli 58 giorni. In questo modo gli italiani erano dalla sua parte.

Resta il fatto tuttavia che l’Italia, nel corso degli ultimi 14 anni in cui Berlusconi ha caratterizzato la politica italiana, e’ sprofondata drammaticamente. Per più di 40 anni, dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1990 circa, l’economia italiana era una delle più floride al mondo – in un soffio assieme al Giappone e alla Germania occidentale. Negli anni Cinquanta e Sessanta, l’economia cresceva in media di circa il cinque per cento l’anno, negli anni settanta e ottanta di altri solidi tre per cento l’anno. In un paese che ha per molti anni è stata caratterizzato dalla fatica e dall’emergenza questo porto’ prosperità, istruzione e un generoso stato sociale.

Per gli studenti della politica contemporanea l’Italia ha rappresentato un affascinante paradosso: da un lato, il paese sembrava avere uno spaventoso sistema politico. I governi si susseguivano uno dietro l’altro, gli scandali e le crisi di governo erano diffusi assieme ad un alto livello di corruzione, sprechi, e una burocrazia inefficiente. Dall’altro l’economia cresceva di anno in anno. Fino a circa 1989, l’Italia aveva un prodotto interno lordo pari a quello della Gran Bretagna.

Ma negli ultimi 15 anni l’insolita equazione italiana, corruzione e sabbia nel motore più elevata crescita economica, non ha piu’ funzionato. Il prodotto interno lordo italiano è aumentato dal 1996 al 2006 in media dell’1,1 per cento l’anno, rispetto al 2,3 per cento in Gran Bretagna, il 2,8 per cento in Spagna e l’1,7 per cento in tutta la zona Euro. Con il risultato che la crescita italiana e’ del venti per cento inferiore a quella del Regno Unito ed è stata superata anche dalla Spagna.

Il sistema italiano, che funzionava ragionevolmente in un periodo di mercati protetti, nell’era della UE, della moneta unica e dell’intensa concorrenza con paesi a basso salario in Asia ne ha molto risentito. Aprire una società in Italia costa in media 5012 Euro e occorrono 62 giorni con fino a 16 diverse pratiche burocratiche. Per confronto, in Gran Bretagna la stessa operazione costa 381 euro, quattro giorni e cinque operazioni amministrative, negli Stati Uniti 167 euro, quattro giorni e quattro passaggi amministrativi.

La sabbia nel motore ormai stride in quasi tutti i settori della vita italiana, in un modo da dare origine ad un incomprensibile effetto sinergico negativo. Ad esempio, la minaccia di una paralisi del sistema giudiziario rischia di bloccare lo Stato di diritto, una pietra angolare di un sistema economico funzionante. La durata media dei procedimenti per violazione di contratto è in Italia di 1210 giorni (quasi quattro anni), in Spagna (al secondo posto come paese in questo senso) è di 515, quindi nemmeno la meta’, in Francia 331 e in Gran Bretagna di soli 217 giorni. In Italia, ci vogliono inimmaginabili novanta mesi, quasi otto anni, per poter sfrattare di casa un affittuario inadempiente. In Gran Bretagna sono necessari circa dieci mesi, in Francia 17 e sei mesi in Danimarca.

Un tale sistema può sembrare come una brillante follia, ma dietro a cio’ vi e’ un metodo: è stato intenzionalmente progettato per renderlo indispensabile ai partecipanti. La moltiplicazione delle procedure amministrative, la concessione di licenze, regolamenti e strozzature burocratiche crea un numero estremamente elevato di leve con cui il governo puo’ controllare, ritardare, o seppellire prima possibile qualsiasi progetto.

Ciascuno di questi passi è un’opportunità per l’esercizio del potere e del nepotismo, per la richiesta e la concessione di favori. Un’autostrada, il cui costo di costruzione raddoppia in via di esecuzione, ha grandi vantaggi – non solo per i politici che percepiscono mazzette, ma anche per tutti coloro che ci lavorano. Ovvio: per il resto del paese questo porta solo svantaggi. La si deve combattere con delle infrastrutture scadenti, tasse alte, cattivi servizi e di un sistema che e’ diventato l’esatto contrario di una societa’ dei servizi. Non stupisce quendi che l’Italia sia scivolata dal 32mo al 64mo posto nel Global Competitiveness Index, l’indice mondiale per la competitività economica.

Incredibilmente, nei suoi 14 anni di politica Berlusconi ha addirittura migliorato la sua immagine di uomo del fare. In un’intervista all’inizio del 2008, per meta’ si vantava e per meta’ brontolava di essere trattato come una rock star o un re con il potere di guarigione al solo tocco. “Madri incinte mi chiedono di mettere la mia mano sul loro ventre. Altri mi chiedono di toccargli gli occhi perché vedono male… altri di toccarne la testa perché stanno diventando calvi. Ma a loro io do solo il numero di telefono del mio medico “.

E nel settembre 2008, nel bel mezzo della crisi finanziaria, Berlusconi ha assicurato, dopo una lunga notte in una discoteca, che aveva ancora abbastanza energia per fare tutto il possibile: “Dopo tre ore di sonno ho slancio per ulteriori tre ore di sesso”. Ma per liberare l’Italia dal suo attuale stato di caos c’e’ bisogno di molto più della mano regale di Berlusconi e dei suoi vanti post pubertari.

[Articolo originale di Alexander Stille]

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feb 15 2009

Le feste di Sant’Eulalia

Tag: Barcellona, Notizie, Video Daniele @ 13:58
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SantaEulalia

La “Proclamazione della Laia” ha aperto le Feste dedicate a Santa Eulalia, co-patrona della città di Barcellona.

Eulalia




400 ragazzi e ragazze della città, sono stati i “pregoners” (annunciatori) a fianco dell’attrice Laura Guiteras e del sindaco di Barcellona, Jordi Hereu, che hanno ufficialmente inaugurato la Festa di Santa Eulàlia.

“Hanno descritto la Barcellona che si vede e quello che sogno, e hanno fatto richieste che saremo lieti di soddisfare”, ha detto l’onorevole Hereu.

La leggenda narra che Eulàlia, una ragazza di soli 13 che viveva in una fattoria del paesino di Sarrià (ora quartiere della grande Barcellona, combatté contro l’imperatore Diocleziano che perseguitava i cristiani nel 4° secolo.
Questa ragazza, Santa Eulalia, che più tardi divenne comune patrona di Barcellona, venne martirizzata a soli tredici anni e a lei la città dedica la principale festa invernale.

Festa che cattura lo spirito di solidarietà dimostrato da Santa Eulàlia, ed è tradizionalmente dedicata ai ragazzi e alle ragazze adolescenti.



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feb 14 2009

Quartet Casals con Josep Colom, all’Auditori di Barcellona

Tag: Barcellona, Musica, Notizie Daniele @ 0:24
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concerto

Una sala gremita di giovedì non è frequente da noi, ma qui a Barcellona gli eventi musicali sono numerosi e molto seguiti.

Ieri sera eravamo anche noi ad applaudire, affascinati, questo quartetto con pianista.

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feb 06 2009

Area del trapezio, tutorial con GeoGebra

Tag: Come fare per, Geometria, scuola, tutorial Daniele @ 19:12
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Il fantastico programma gratuito GeoGebra ci permette di verificare la formula che ci permette di calcolare l’area di un trapezio. Ho preparato un breve filmato che illustra i passeggi per arrivare alla figura qui sotto, provate voi stessi.

trapezio

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