Apr 24 2006
Musica etiopica
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Luvi e Daniele Bloggando
Apr 24 2006
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Apr 22 2006
IL COMMENTO
La rimozione della sconfitta
di CURZIO MALTESE
NEL GIORNO in cui il presidente americano chiama Romano Prodi per congratularsi, il premier uscente italiano annuncia che non telefonerà mai al suo avversario perché considera la vittoria dell’Unione frutto di brogli e quindi illegittimo il prossimo governo. Siamo oltre la natura eversiva del Caimano, siamo alla follia. Si sono viste in questi anni molte vittorie elettorali decise da una manciata di voti, a volte centinaia come nel caso del primo mandato Bush. Quello che non s’era mai visto è uno sconfitto che rinnega il verdetto delle urne anche dopo la sentenza del massimo organo della magistratura. Il messaggio che il presidente del Consiglio in carica lancia alla “sua” metà del Paese è una specie di invito all’insurrezione.
Il linguaggio è oggettivamente da golpista. Proviamo a prenderlo alla lettera. Se il risultato elettorale è stato rovesciato, con la complicità della Corte di Cassazione, ne consegue che gli elettori di centrodestra sono autorizzati a qualsiasi reazione nei confronti di un simile, gigantesco sopruso, compresa la cacciata del governo con mezzi diversi dal voto.
Per fortuna nessuno prende Silvio Berlusconi alla lettera, neppure i suoi elettori. La sua guerra civile è un gioco, per quanto sinistro, il golpismo è da operetta, la “vittoria rubata” è l’ultima favola del berlusconismo e la svolta eversiva è soltanto una strategia di giornata. Berlusconi ha capito che il governissimo non si farà mai e ora è passato dalle lusinghe alle minacce di ostruzionismo per poter meglio trattare con la nuova maggioranza la tutela dei propri enormi interessi economici.
In questa logica la telefonata di congratulazioni al vincitore è un atto facoltativo. Un semplice gesto di civiltà, dunque anti economico. C’è da scommettere che se Romano Prodi annunciasse domani mattina di voler cambiare la legge Gasparri sulle televisioni, riceverebbe non una ma molte chiamate. Ma la sopravvivenza di Berlusconi alla stagione del berlusconismo pone anche questioni serie.
Nelle democrazie occidentali è costume consolidato che il leader sconfitto si faccia da parte e lasci la guida della sua coalizione a un capo più giovane. Berlusconi ha troppi beni al sole, come dice lui, per prendere in considerazione questa dignitosa scelta. Rimarrà ben piantato alla guida dell’opposizione e a quanto pare con l’intenzione di fare il Ghino di Tacco del Senato.
È un problema per tutta la politica, per la sinistra come per la destra, ma rappresenta anche una paradossale opportunità. Quella di sbarazzarsi di un certo modo di concepire la politica. La scelta eversiva di Berlusconi dovrebbe far riflettere chi è tentato dal ritorno all’inciucio. Si può chiamare in modi più eleganti, accordo istituzionale o bipartisan, ma la sostanza rimane la stessa. Ripetere l’errore del ‘96 sarebbe fatale e incomprensibile agli elettori dell’Unione.
Il Berlusconi di oggi non è diverso da quello che rovesciò di colpo il tavolo della Bicamerale dopo aver allontanato il pericolo della legge sul conflitto d’interessi e d’una riforma televisiva. Un personaggio inaffidabile con il quale non si possono fare accordi. Naturalmente è dovere della maggioranza cercare un’intesa su singoli punti d’interesse generale con le aree più ragionevoli dell’opposizione. Ma stavolta evitando gli umilianti e oltretutto inutili pellegrinaggi nelle residenze berlusconiane, i patti della crostata e i teatrini da Vespa. La ricerca di un’intesa diretta con Berlusconi servirebbe soltanto a indebolire il nuovo governo Prodi, a segare il ramo sul quale siedono tutti i capi e capetti dell’Unione.
Il berlusconismo postumo pone un problema ancora più grave all’opposizione. In apparenza la destra fa quadrato come sempre intorno al suo padrone. In pratica, siamo davanti a una scissione non dichiarata. Nell’impossibilità di cambiare la guida della coalizione, alcuni alleati di Berlusconi cercano almeno di prendere le distanze dai vagheggiamenti aventiniani del Cavaliere. È vero che per cinque anni Fini e Casini hanno votato qualsiasi cosa e obbedito a tutti gli ordini. Ma un conto è dover salvare il governo e le poltrone, altro è organizzare l’opposizione con un capo che realisticamente ha ormai un grande futuro alle spalle.
Nei fatti, in queste settimane, si sono già viste all’opera due distinte opposizioni. Una è la guardia berlusconiana, composta dai fedelissimi di Forza Italia e dai berluscones sparsi negli altri partiti, da La Russa a Buttiglione a Giovanardi. L’altra è il progetto di una nuova destra post berlusconiana incarnato da Fini, Casini e altri, che sono stati per molto tempo in silenzio ma ora cominciano a parlare e a dire cose molto lontane, nello stile e nella sostanza, dalla parole d’ordine del capo.
Il 10 aprile il berlusconismo non è morto, come ci si poteva augurare, ma si è ridotto a uno zombie che offre incubi al posto degli antichi sogni. Può fare paura ancora per qualche tempo, non fermare la nuova stagione.
(22 aprile 2006)
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Apr 18 2006
In questa carrellata affascinante come un romanzo sulla storia del genere umano, che dopo avergli fruttato il Premio Pulitzer nel 1998 è stata accolta con enorme successo anche dal pubblico italiano, Diamond ci mette in guardia da pericolosi pavoneggiamenti «occidentali»: se si può parlare di una nostra superiorità culturale, essa deve consistere solo nella coscienza che la natura non determina alcuna superiorità. Attraverso un percorso narrativo agile e assai gradevole, il saggista americano arriva a dimostrare che le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di quest’idea si lancia allora in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di esempi con cui illustrare e verificare le sue teorie. Un tour de force storico-culturale condotto con sorprendente maestria.
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Apr 10 2006
Titolo originale: Brodeuses
Nazione: Francia
Data di Uscita: 27 Maggio 2005
Genere: Drammatico
Durata: 88′
Regia: Éléonore Faucher
Cast: Claire (Lola Naymark), Madame Mélikian (Ariane Ascaride), Luci (Marie Felix), M. Lescuyer (Jackie Berroyer), Guillaum (Thomas Laroppe)
Sceneggiatura: Eléonore Faucher e Gaëlle Macé
Fotografia: Pierre Cottereau
Suono: François Guillaume
Musica: Michael Galasso
Costumi: Pascaline Suty
Montaggio: Joële Van Effenterre
Produzione: Alain Benguigui (Sombrero Productions)
Co-produzione: Bertrand Van Effenterre (Mallia Films)
Distribuzione: BIM
La diciassettenne Claire, triste lavoro di cassiera in un supermercato, non ama la realtà in cui le è toccato vivere. Così “ricama”, ovvero si racconta delle storie. S’inventa di avere un cancro e nasconde i suoi bellissimi capelli rossi sotto un turbante d’aspetto arcaico. Sceglie di restare muta. La ragazza è incinta, e questa volta non si tratta di una fantasia. Forse vorrebbe abortire, forse no. E’ totalmente smarrita quando il film le fa incontrare la signora Melikian (Ariane Ascaride, l’attrice-feticcio di Guédiguian), ricamatrice d’alto rango che lavora per le grandi case di moda e maschera dietro uno strato di pudore le ferite della propria vita.
Tra le due donne comincia a intessersi una relazione di complicità sottintese: una specie di specchio emotivo che le trasforma, gradualmente, in madre e figlia. Se, all’inizio, Le ricamatrici sembra battere la bandiera del naturalismo, l’arrivo di Claire dalla signora presso la quale vuole lavorare cambia il tono della rappresentazione.
Al debutto nel lungometraggio, Eléonore Faucher applica le regole di madame Melikian realizzando un film artigianale, preciso nei dettagli, disalienato come il lavoro delle due protagoniste. Fotografate da Pierre Cottereau, le immagini emanano un’impressione tattile; i colori assumono un’importanza fondamentale; le luci sono sempre giuste. Consapevole di poter lacerare il delicato tessuto del film, la cineasta non spinge mai troppo sulla regia e adotta un montaggio sommesso.
Da La Repubblica, 27 maggio 2005
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Apr 08 2006
è un contenitore di filmati riguardanti avvenimenti e dichiarazioni rilevanti dal punto di vista politico e civile.
Non vi troverai video faziosi: semmai molti video di una parte politica, quella che ha governato il Paese negli ultimi anni.
Non vi troverai satira, barzellette o reportage palesemente di parte, ma solo dichiarazioni ufficiali di personalità della politica italiana presi da telegiornali, programmi tv e documentari.
Nessun commento viene proposto da parte del realizzatore di questa pagina, i video sono mostrati senza montaggi rispetto a come sono stati realizzati, ognuno sarà capace di commentare da se.
Questa pagina è dedicata a chi, negli ultimi 5 anni:
- ha avuto poco tempo per tenersi informato;
- a chi, pur seguendo telegiornali e giornali, sono sfuggiti dei passaggi importanti della politica italiana, semplicemente perchè se ne è parlato poco e male o per nulla;
- a chi strada facendo ha dimenticato questo o quel passaggio politico;
- a chi dice che “tanto sinistra e destra sono la stessa cosa”.
Molti visitatori elettori di centrodestra considerano la penuria di video di esponenti del centrosinistra come un palese segno di faziosità della pagina stessa [i più educati lo fanno presente via mail, i più mandano insulti sempre via mail].
Per dimostrare che così non è e fugare ogni dubbio, invito tutti coloro i quali sollevano codesta questione ad inviarmi, all’indirizzo di posta che compare alla fine di questa pagina, tutti i video di dichiarazioni pubbliche di esponenti di centrosinistra che possano risultare disdicevoli ed imbarazzanti per una personalità pubblica: se rientreranno in questa categoria state pur certi che li vedrete pubblicati. I video che trovate qua li ho recuperati da Internet. Se non trovate alcun video “compromettente” per il centrosinistra, delle due l’una: o Internet è controllata dalla Sinistra, oppure potreste prendere in considerazione il fatto che centrodestra e centrosinistra non siano la stessa cosa e che i partiti e i rappresentanti non sono tutti uguali.
A chi mi parla di Odio, di Ossessione verso una persona, da parte della Sinistra e da parte del sottoscritto, mi sento di dire questo: io non odio nessuno, non sono ossessionato da nessuno. Nutro, invece, una forte Passione per la Giustizia e per il Rispetto delle persone; ed è questa Passione per questi Valori che mi spinge a realizzare questa pagina ed a rendere noti i fatti che vi vengono presentati. Se una maestra mette 4 al compito in classe di un alunno, non significa che lo odia, ma che ha passione per la materia che insegna e vuole che venga imparata e praticata.
Mancano ormai solo 0 giorni al 9 Aprile, giorno in cui, col tuo voto, contribuirai a decidere chi potrà governare questo Paese per i prossimi 5 anni.
Visto che ormai sei giunto fin qui, dai un’occhiata ai filmati che vengono proposti. Le informazioni di questo sito vivono e si diffondono in Rete grazie al passaparola; per cui se condividi questa iniziativa, segnala questo sito via email o tramite blog o banner. Il prossimo governo potrebbe durare 5 anni: rinfrescarsi la memoria a pochi giorni dalle elezioni potrà essere d’aiuto per decidere o per convincersi su come trascorrere i prossimi 5 anni!
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